Aruba Enterprise e Lenovo per Ducati: come mantenere l’operatività del business nel corso dell’emergenza e dopo

di Andrea Trapani

L’infrastruttura IT di Borgo Panigale completamente rinnovata si è dimostrata ideale per far fronte al periodo di emergenza Covid, garantendo al premium brand di mantenere la sua competitività in un momento importante come quello che sta vivendo il mercato al giorno d’oggi

Ducati Motor Holding gode oggi di un’infrastruttura IT all’avanguardia: già a partire dallo scorso anno aveva infatti avviato un progetto completamente personalizzato per potenziare le performance e l’impostazione dell’architettura IT e aumentare la resilienza dei sevizi erogati. Uno dei principali obiettivi è stato quello di rinnovare completamente l’approccio tecnologico al cloud e disporre di un vero e proprio data center ridondato ed implementato con logica ibrida. Per farlo si è avvalsa della collaborazione e del knowledge sharing di due aziende IT leader nei rispettivi settori: Aruba Enterprise e Lenovo.

Aruba Enterprise ha proposto la realizzazione di un progetto con hardware e configurazione completamente diversi rispetto a quanto utilizzato fino ad allora da Ducati. L’approccio condiviso con il CTO di Ducati ha totalmente rivisto le architetture e le logiche tradizionali per dare spazio ad una nuova concezione di data center, caratterizzata dalla massima personalizzazione: Aruba ha coadiuvato il rinnovo dell’hardware del data center on-premise di Ducati fornendolo sotto forma di servizio in modalità Private Cloud; mettendo a disposizione – da un lato – una soluzione Cloud completamente dedicata per garantire il massimo livello di sicurezza e segretezza; – dall’altro – un ambiente di Disaster Recovery all’interno del Global Cloud Data Center di Aruba per gli applicativi business critical della HQ di Ducati a Borgo Panigale (Bologna).

Lenovo, al contempo, ha lavorato fianco a fianco con Ducati per progettare e implementare l’upgrade del cluster HPC, basato sui server Lenovo ThinkSystem SD530, SR630 e SR650, dotato di processori scalabili Intel® Xeon® di ultima generazione e GPU NVIDIA Tesla M10 e V100 e collegato con switch a bassa latenza RackSwitch Lenovo ThinkSystem NE1032. Parallelamente al progetto HPC,Ducati ha utilizzato la tecnologia Lenovo nella configurazione dei due nuovi data center: uno presso la sede di Borgo Panigale e l’altro nel sito di Disaster Recovery (DR) a Ponte San Pietro (Bergamo). Insieme i data center contengono 20 server ThinkSystem SR630 e 4 server ThinkSystem SR550, configurati come cluster Active/Active con workload degli ambienti di Produzione e Sviluppo/Test distribuiti e ridondati sui due siti. Questa configurazione permette in caso di disastri di applicare le procedure di failover con il minimo di discontinuità dovuto ai tempi necessari per spegnere gli ambienti di Sviluppo/Test e riaccendere la replica dell’ambiente di Produzione sul sito remoto. L’implementazione è stata eseguita con una predisposizione nativa per l’attivazione in una fase successiva del progetto di Business Continuity, GDPR by design e protezione delle App mission critical.

La scelta si è rivelata vincente soprattutto in un periodo di incertezza quale quello appena vissuto, in cui anche la quotidianità di un’azienda come Ducati Motor Holding è stata completamente stravolta. Basti pensare che nell’attuale situazione la maggior parte del personale è in smart working (e quindi è cresciuta la necessità di erogare i servizi tra sede centrale e sito remoto in modo da evitare problemi con la configurazione architetturale preesistente). Il design dell’infrastruttura ha permesso a Ducati di “trasformarsi” da un’azienda desk centrica in un’azienda mobile first in pochi giorni mantenendo operatività e performance.

Tra i vantaggi principali della nuova soluzione studiata per Ducati, avere un’infrastruttura personalizzata e pronta per l’estensione e up-scaling ha permesso di sfruttarla con il massimo vantaggio. Ducati ha oggi la completa libertà di utilizzare le risorse computazionali a disposizione per il Disaster Recovery dedicate per gli ambienti di test e sviluppo, come se fossero risorse primarie. In questo modo l’azienda dispone di maggiore potenza di calcolo e può sfruttare le macchine di test per nuovi prodotti, migliorando al contempo il time to market per il proprio business.

Allo stesso modo, Ducati ha potuto migrare carichi di lavoro dalla sede centrale alla sede periferica, il sito di Disaster Recovery, sfruttandolo come sito attivo e non esclusivamente per il ripristino dei dati. In questo modo, una parte dei dati freddi utilizzati dal cluster di calcolo non risiede più sul sito centrale, ma su quello periferico, e ciò permette di gestire una gran parte di dati in memoria, velocizzare i tempi di calcolo e distribuire il carico di lavoro tra i vari nodi.

Partendo dalla base del progetto implementato nel 2018, alla fine di marzo 2020 sono stati aggiunti quattro nuovi nodi VDI 2D presso il Global Cloud Data Center di Aruba per gestire le applicazioni di office automation. In questo modo è stato possibile spostare il workload dalla HQ di Ducati a Bologna al sito remoto continuando a garantire l’accesso ai servizi anche in modalità smart working.

I nuovi nodi ThinkSystem SR635 basati su processori AMD 7002 ad altissima frequenza da 2.9 Ghz e 32 core consentono senza dover ricorrere a schede grafiche di accelerazione aggiuntive di lavorare da remoto senza perdite di prestazioni – ad esempio il salvataggio dei file di lavoro avviene immediatamente, mentre in precedenza poteva richiedere alcuni minuti – e con costi di esercizio più contenuti grazie anche alla possibilità di scalare con semplicità da una VDI 2D, più adatta a utenti office, a una in grado di accogliere le esigenze degli utenti 3D. Quest’ultima funzionalità è in corso di configurazione e test.

“Avvalersi della più avanzata tecnologia fa parte del DNA di Ducati.” dichiara Konstantin Kostenarov, Chief Technology Officer di Ducati. “Affidarsi alle migliori tecnologie messe a disposizione dai nostri partner, ha contribuito in modo significativo al miglioramento complessivo dei processi, aumentando al tempo stesso il valore assoluto dei risultati raggiunti. Le scelte fatte due anni fa e i progetti che da allora sono stati portati avanti, ci hanno permesso di affrontare anche la complessità di questo momento e hanno dimostrato la solidità delle scelte fatte insieme.

La partnership con Aruba e Lenovo è una delle carte vincenti per la continua evoluzione tecnologica di Ducati e per affrontare le sfide future puntando all’eccellenza che da sempre ci contraddistingue”.

“Tra le tecnologie che il Covid-19 ha spinto maggiormente, il cloud è senza dubbio tra le principali che hanno permesso di fronteggiare meglio la crisi, da un’indagine commissionata internamente emerge, infatti, che il 59% di quanti hanno potuto disporre di soluzioni cloud nel corso dell’emergenza ha ritenuto il suo utilizzo fondamentale – ha commentato Giorgio Girelli, General Manager di Aruba Enterprise – La condivisione e l’unione delle più recenti tecnologie di tre aziende come le nostre, leader in settori distinti e specifici, ha dato vita ad un progetto molto innovativo frutto delle diverse esperienze messe in campo con l’obiettivo comune di ottenere le massime prestazioni.”

“L’emergenza che abbiamo vissuto negli ultimi mesi e che tuttora stiamo vivendo, nell’immediato ha imposto alle aziende di implementare e rafforzare le proprie pratiche di lavoro da remoto, e in prospettiva sta portando molte realtà a ripensare i flussi di lavoro e ad applicare lo smart working in maniera più sistematica anche in fase di ripresa dopo l’emergenza”, ha dichiarato Alessandro de Bartolo, Country General Manager per l’Italia di Lenovo Data Center Group. “La nostra collaborazione con Ducati si sta evolvendo in tal senso, con le più recenti implementazioni delle nostre tecnologie ThinkSystem a supporto della business continuity e – soprattutto – del lavoro da remoto anche per carichi di lavoro quali l’automazione, la progettazione e la modellazione matematica che richiedono grande potenza di calcolo e non possono subire rallentamenti anche lavorando in remoto. Siamo particolarmente lieti della fattiva e sinergica collaborazione che si è stabilita tra tutti gli attori coinvolti nel progetto”.

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