Conti correnti: nel 2021 costano di meno, ecco quanto

di Valerio Longhi

Il nuovo anno fa registrare un calo generalizzato dei costi di tenuta dei conti correnti rispetto all’anno precedente. I depositi telematici convengono soprattutto alle famiglie (-9,63%). Mentre i single sono gli unici a spendere di più, anche attivando un conto corrente classico. L’ultimo osservatorio di SOStariffe.it ha analizzato l’andamento dei costi dei conti correnti online e tradizionali, confrontando i dati del 2021 con quelli di inizio 2020

L’ultimo anno ha visto andar giù bruscamente i costi di gestione dei conti correnti. Sia online che tradizionali. Anche le singole operazioni bancarie ora costano meno. In media, il risparmio maggiore si evidenzia nell’uso dei conti correnti tradizionali, per l’operatività classica, allo sportello e in filiale (- 8,38%). Anche i conti telematici hanno subito una flessione dei prezzi (-3.54%). L’analisi annuale SOStariffe.it ha considerato una a una tutte le singole voci di costo che gravano su un correntista-tipo. Lo studio ha posto a confronto le spese sostenute nel corso del 2020 con i prezzi attuali, distinguendo tra tre profili di consumatore: il single, la coppia e la famiglia.

Conti correnti telematici: le famiglie sul podio del risparmio, seguite dalle coppie

L’indagine di SOStariffe.it, condotta con l’ausilio del suo comparatore di conti correnti, fa il punto sulle variazioni di costo dei conti correnti nel corso degli ultimi 12 mesi.  L’Osservatorio tiene conto dei prezzi praticati in 27 istituti di credito attivi in Italia, analizzando i principali conti con usabilità online e allo sportello. Il costo di gestione medio di un conto corrente online tra marzo 2020 e marzo 2021 è passato da 58,58 a 56,51 euro. La spesa è dunque calata un po’ (circa il 3,54% in 12 mesi). Le banche online si affidano spesso a istituti di credito con poche o nessuna filiale fisica. Ciò consente loro di ammortizzare i costi tipici della banca tradizionale.

Esaminando più nel dettaglio, sono le famiglie il profilo di consumo che inaugura il nuovo anno all’insegna dei maggiori risparmi. I nuclei familiari, infatti, dovevano affrontare nel 2020 una spesa annua di 70,38 euro, che si è ora ridotta a 63,60 euro (-9,63%). Spendono un po’ meno anche le coppie (-4,16%) passate da una spesa di 60,23 agli attuali 57,73 euro. In controtendenza soltanto i single che sono gli unici consumatori tipo che nel 2021 dovranno affrontare una spesa più ingente per gestire il proprio conto corrente (+6,79%), essendo passati da un costo annuo di 45,14 euro nel 2020 agli attuali 48,20 euro.

Banche online: tra le operazioni più costose versamenti e canone della carta di credito

Nel complesso il canone annuo delle banche online è un salito (+10,62%), passando dai 26,82 euro dello scorso anno ai 29,67 euro attuali. Tra le operazioni in aumento troviamo i versamenti di contanti e assegni (+12,50%), le cui commissioni balzano da 0,88 a 0,99 euro, e anche il canone annuo della carta di credito (+9, 59%), cresciuto da 21,66 a 23,74 euro. In compenso ci sono anche alcune operazioni che sono diventate del tutto gratuite. Ad esempio, il canone anno della carta di debito nella media dei casi considerati è stato del tutto abolito. Si spende molto meno anche per la domiciliazione delle utenze (-84,32%).

Banche tradizionali: l’uso “offline” del conto è il più conveniente

Il report SOStariffe.it ha esaminato anche un’altra tipologia di conto corrente: i conti tradizionali, attivati da istituti di credito dotati di filiali fisiche distribuite sul territorio. L’analisi considera tre diversi utilizzi dei conti tradizionali: la gestione del tutto “offline”, che si avvale di operazioni allo sportello in filiale, l’uso misto (operazioni allo sportello e online), e infine l’uso solo telematico del conto, a dispetto del fatto che i risparmi sono depositati in una banca tradizionale.

I dati ricavati permettono di evidenziare rincari per i single che si avvalgono solo dell’internet banking (+13,26%), passando da una spesa di 90,39 agli attuali 102,38 euro, e anche per coloro che fanno uso misto del conto (+5,61%). Anche in questo caso la spesa sale passando da 117,70 a 124,30 euro. Si tratta degli unici casi di aumento rispetto a un trend di prezzi che volgono verso il basso. I dati dello studio rivelano che la maggiore convenienza è proprio nell’utilizzo classico del conto corrente tradizionale (-8,38%). Quest’ultimo è passato da un costo medio di 194,47 a 178,18 euro, comportando risparmi per i single (-2,91%), ma soprattutto le coppie (-10,13%) e i nuclei familiari (- 11,19%).

Va bene anche a chi fa un utilizzo misto del conto (metà allo sportello e metà online). Anche in questo caso in media si spende meno (-4,06%) rispetto al 2020: con un costo complessivo calato da 151,47 a 145,32 euro. Restano grossomodo stabili i prezzi per chi gestisce solo online il proprio conto tradizionale. L’operatività bancaria solo telematica, infatti, consente un risparmio minimo (-1,42%), con un costo complessivo sceso da 123,46 a 121,70 euro.

Banche tradizionali: si spende di più su versamenti e assegni

Quasi tutte le operazioni bancarie sono scese di prezzo. Le eccezioni sono pochissime. In lieve risalita il canone annuo (+0,32%), che da 54,75 euro ora costa 54,92 euro. Va su anche il prelievo di contante allo sportello (+2,51%) che passa da 1,16 a 1,19 euro. Nel 2021 costa di più la commissione sul versamento di contanti e assegni (+19,23%) e quella sul singolo assegno (+21,21%). Il costo di gestione in assoluto più caro è il canone annuo della carta di debito (+24,89%) che 4,25 euro di media sale a 5,31 euro. Giù tutte le altre operazioni invece: a partire dalla domiciliazione dell’utenza, divenuta quasi del tutto gratuita (-73,33%), passando per i movimenti allo sportello (-27,43%) e i bonifici online (-17,41%).

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