Da Amazon a Vinted, da LinkedIn a TikTok: una serie racconta il rapporto malato con lo smartphone

di Redazione TecnoGazzetta

Amazon, Vinted, TikTok, Tinder: l’era digitale verrà ricordata anche per le tante applicazioni che permettono di fare shopping, ascoltare musica e iniziare una relazione in pochi tap. Queste stesse piattaforme, però, stimolano anche la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore del cervello responsabile delle sensazioni di piacere, motivazione e dipendenza.

Che i social media condizionino, ormai da tempo, il modo di pensare e agire degli utenti che ne fanno uso è un fatto assodato. Ma gli esperti stanno studiando come la varietà e la disponibilità di queste app stiano trasformando i loro utilizzatori in “tecnodipendenti”, con sintomi del tutto simili a quelli di chi fa uso di droghe.

Ed è proprio su questo tema che si interroga la piattaforma di streaming europea arte.tv, che ha dedicato un’intera serie, intitolata proprio Dopamina, al rapporto tra le app e questa molecola, rilasciata dal cervello a causa degli stimoli digitali ai quali, oggi, è costantemente sottoposto.

Nella prima stagione i riflettori erano puntati su applicazioni come Tinder, con il suo meccanismo dello “swipe infinito”, Candy Crush, che arricchito con complimenti visivi e sonori dà “l’illusione della competenza”, e Instagram, la “app regina” del confronto sociale che crea il rifiuto di specifici comportamenti in favore dell’emulazione di altri. A queste si affiancavano Facebook, YouTube, Snapchat, Uber e Twitter, ora X.

Nella seconda stagione di Dopamina, la lente di ingrandimento si concentra su altre sette applicazioni.

Nell’episodio Amazon e il “condizionamento operante”, protagonista è l’e-commerce più famoso del mondo, che, grazie alle sue offerte, porta gli utenti a consumare sempre di più. Vinted: più vendi, più compri racconta invece il suo temibile avversario: l’app di reselling che, con la scusa del “ricircolo”, crea ogni giorno nuovi shopper compulsivi a caccia di abiti e oggetti altrimenti introvabili.

La parentesi social non può considerarsi esaurita con la prima stagione e in LinkedIn: la regola del confronto sociale Dopamina descrive come anche questo strumento professionale sia diventato un termine di paragone per lo status economico e la carriera dei suoi utenti, spinti inconsciamente ad alimentare la piattaforma con contenuti gratuiti, utili a raccogliere dati sul mondo del lavoro. Negli episodi TikTok: influencer a nostra insaputa e Twitch: diventa anche tu uno streamer! si indagano invece le diverse tecniche con cui oggi, chiunque, può diventare un influencer inconsapevole.

WhatsApp, la tirannia dei gruppi tratta di come la (apparentemente) innocua app di messaggistica crei un enorme flusso di dati, preziosissimi per la società di Mark Zuckerberg, un tema che viene affrontato anche in Waze: la Macchina e il Tempo, puntata dedicata all’applicazione per la navigazione stradale che permette a un’altra società-madre, Google, di acquisire informazioni sulla mobilità dei propri utenti.

Tutti i titoli sono fruibili gratuitamente, in italiano e con sottotitoli in italiano, sul sito arte.tv/it o sulle app della piattaforma disponibili per smart TV, Fire TV, Apple TV e dispositivi mobili.

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