La campagna d’influenza Pro-PRC assume una dimensione globale

di Valerio Longhi

A settembre Mandiant ha presentato una nuova ricerca che illustra come un’operazione pro-PRC, iniziata con l’obiettivo di screditare le proteste a supporto della democrazia, avvenute a Hong Kong nel 2019, ora è diventata una campagna globale, che opera in 7 lingue su almeno 30 piattaforme social e su oltre 40 siti web e forum.

Secondo gli esperti di Mandiant, questo suggerisce che gli attori che sono a capo della campagna hanno “significativamente ampliato la loro partecipazione online e sembrano tentare di stabilire una presenza su un numero maggiore di piattaforme possibili, in modo da raggiungere una più ampia varietà di pubblico a livello globale”. In maniera più allarmante, questa operazione sta cercando di mobilitare manifestanti negli Stati Uniti in risposta alla pandemia da COVID-19, il che ricorda un’attività simile realizzata da parte degli attori russi durante le elezioni del 2016; tuttavia, Mandiant non ha evidenze certe che suggeriscano che questi tentativi abbiano al momento avuto successo.

“È stato sconcertante assistere alla crescita di questa operazione, che è passata da una focalizzazione nazionale a un’operazione globale. Gli attori stanno ancora imparando ma sono chiaramente ben posizionati e ben dotati di risorse. Monitoreremo certamente questa minaccia nei prossimi mesi molto da vicino”, ha dichiarato John Hultquist, VP of Analysis, Mandiant Threat Intelligence.

“Negli ultimi due anni, abbiamo rilevato questo attore della minaccia evolversi, a partire dai contenuti che pubblicano fino alle tattiche che utilizzano. Tuttavia, le caratteristiche più significative restano la scala e la persistenza, nonostante i bassi livelli di engagement. Ecco perché abbiamo adottato un approccio aggressivo per identificare e rimuovere la disinformazione da questo network. Prevediamo che continueranno a sperimentare per ottenere un maggiore engagement e incoraggiamo altre figure della community a monitorare questo attore prendendo provvedimenti contro le loro operazioni”, dichiara Shane Huntley, Director, Google Threat Analysis Group.

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