Internet Festival, dalle smart cities alla crescita delle start up

di Redazione TecnoGazzetta

Nel ciclo di incontri organizzato a Pisa numerosi approfondimenti sulle opportunità della tecnologia online, l’aumento di posti di lavoro e il problema della trasparenza. 

Un progetto digitale per proteggere il verde cittadino. Il primo incontro promosso ieri da Traent all’Internet Festival di Pisa si è aperto con uno speciale focus sulle nuove tecnologie al servizio delle città. Grazie a foto aerogrammatriche, sensori con scanner e immagini multispettrale e iperspettrali a Varsavia vengono monitorati costantemente gli alberi e il loro stato di salute. 

“Misuriamo le coordinate, la tassonomia, la defogliazione, lo scolorimento dei nostri alberi, così da avere una mappa dettagliata del verde della nostra città con una precisione superiore all’80% – spiega Justyna Glusman, Responsabile dello Sviluppo sostenibile del Comune di Varsavia – Abbiamo identificato più di 7 milioni di alberi, che coprono 165 chilometri quadrati di superficie, il 32% del territorio cittadino. Proteggiamo in modo efficace il verde trattando gli alberi come un valore e non come un costo. Grazie, inoltre, a uno studio effettuato dall’Istituto di scienze biologiche di Varsavia su un campione di 1.000 alberi, abbiamo messo a punto una tecnologia capace di calcolare quante sostanze nocive gli alberi sono in grado di rimuovere dall’atmosfera e quanto ossigeno hanno prodotto”. 

Tra gli incontri di Traent sono state presentate anche le opportunità di sviluppo economico e di occupazione legate al settore delle start up. Oggi occorrono maggiori capitali per finanziare le imprese innovative e appena nate. “Potrebbero creare milioni di posti di lavoro in Italia – spiega Andrea Gori, global green champion per Bcg, leader mondiale in consulenza aziendale – si parla di una crescita potenziale di investimenti di dieci volte gli attuali volumi, anche in meno di cinque anni. Il potenziale è lì. Da noi c’è già l’ingrediente più raro da replicare, il talento, e su questo siamo fortunati. Uno dei limiti è che non siamo abituati a pensare in grande. E’ necessario catalizzare di più gli investimenti di Stato, Regioni, banche e famiglie nelle start up”.

Nel nostro Paese gli investimenti sulle start up faticano a decollare. “L’Italia nel 2020 ha investito solo 0,5 miliardi rispetto ai 5-6 l’anno di Francia e Germania, e dei ben 13,5 nel Regno Unito. Penso al Regno Unito perché il confronto è significativo: l’Italia ha un’economia più piccola del 30% rispetto a quella britannica, ma investe in start up, nel suo futuro produttivo, 27 volte meno. C’è bisogno – aggiunge Gori – di un intervento delle amministrazioni pubbliche a supporto degli ecosistemi innovativi dei nostri territori. Vanno invece create scuole di imprenditoria, corsi per l’avviamento alle start up, incubatori e acceleratori capaci di dare i mezzi e un’opportunità a chi ha talento e idee”. 

Durante il secondo giorno di incontri ideati da Traent è stato dato spazio anche al tema della sostenibilità. E a un ingrediente essenziale per raggiungerla nel business: la trasparenza. Un elemento oggi in gran parte mancante e talvolta temuto, ma fondamentale perché permette di generare la fiducia da parte degli utenti e stakeholders, di verificare la veridicità delle informazioni e allineare gli interessi. La trasparenza, è stato ribadito, aiuta a risolvere anche il problema della volatilità: permette agli utenti di avere informazioni, fare scelte consapevoli e prevenire gli shock di mercato.

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