KUFID, il film di Elia Moutamid in edizione digitale

di Fabrizio Castagnotto

Il pluripremiato film è disponibile a partire dall’11 febbraio per l’acquisto digitale sul canale Video on Demand di
Cineclub Internazionale, insieme a tanti contenuti extra.

Il film “Kufid” di Elia Moutamid, prodotto da 5e6 srl e uscito in sala il 17 giugno 2021 grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione, sarà disponibile a partire dall’11 febbraio in formato digitale. Il film sarà disponibile per l’acquisto sul canale Video on Demand di Cineclub Internazionale a questo link e conterrà anche vari contenuti speciali extra. Questa pubblicazione è la prima della collana di formati digitali di film del catalogo di Cineclub Internazionale Distribuzione.

Dopo il viaggio on the road dalla Lombardia al Marocco nel pluripremiato “Talien”, il regista Elia Moutamid torna dietro la macchina da presa con “Kufid”, un nuovo documentario girato durante i primi mesi della pandemia, che non sono il tema del film ma che ne delineano il contesto. Presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival 2020 nella sezione “Italiana Doc”, il film è stato successivamente selezionato in numerosi altri Festival, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti.

Dopo alcune settimane trascorse in Marocco alla ricerca di luoghi e storie per un film sull’urbanizzazione e sul territorio, il regista Elia Moutamid torna a Brescia, dove vive dopo esservisi trasferito da piccolo con la famiglia, per continuare il progetto. La pandemia lo costringe però a restare chiuso in casa e ad avviare un percorso autobiografico: “Kufid” è il risultato di quel percorso, un film girato durante la pandemia ma non dedicato a essa. E oltre i dubbi e le riflessioni sollevate da un virus che sconvolge famiglie e abitudini, sembra emergere un unico punto fermo: «Inch’Allah» (se Dio vuole).

«Il primo intento di Kufid è raccontare dinamiche umane attraverso la narrazione autobiografica, su un ‘telaio narrativo’ basato sul concetto di trasformazione urbana – spiega il regista Elia Moutamid In questo film ci sono io, c’è l’Italia (quella del Nord), c’è il tempo presente. Qualcosa di inaspettato e di enorme portata scombussola i miei piani e quelli del mondo: io, però, decido di usarlo a mio favore. La prima battuta della voce fuori campo dice: ‘Da piccolo i miei genitori mi hanno insegnato a dire Inch’Allah quando metto in programma di fare qualcosa’. Ecco, Kufid è questo: la pianificazione di qualcosa di non pianificato. Un ossimoro».

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